KZ Auschwitz – 432 Marian Kołodziej
Parole disegnate. Memoria della deportazione politica
Auschwitz 1940 – Ebensee 1945
Informazioni utili per visitare la mostra
L’idea di portare in Toscana la straordinaria storia di Marian Kołodziej è nata proprio in visita al Museo di Auschwitz-Birkenau, durante un percorso di formazione residenziale ad Oświęcim per operatori culturali, realizzato dalla Fondazione “Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana” e finanziato da Regione Toscana.
Anche in quell’occasione la visita alla mostra permanente di Harmęże ha suscitato grande interesse nei partecipanti e ANED Prato è particolarmente motivata a realizzare un’iniziativa che possa valorizzare l’eccezionalità del percorso di Kołodziej: fu tra i primi deportati ad Auschwitz e riuscì a sopravvivere fino alla liberazione nel campo di Ebensee, tra gli ultimi liberati in Europa.
Il campo di Ebensee è particolarmente importante per la memoria della deportazione politica toscana e soprattutto per quella pratese: grazie allo sforzo di alcuni dei pochi sopravvissuti (Roberto Castellani e Dorval Vannini in testa) la Città di Prato è gemellata da ormai quasi 40 anni con la Città di Ebensee, un impegno preso per far sì che le due comunità potessero realizzare insieme un percorso di memoria in nome dei valori della pace, della fratellanza tra i popoli, del rispetto dei diritti dell’uomo, della giustizia e della solidarietà.
Il progetto di una mostra diffusa tra il Museo della Deportazione di Prato e il Memoriale delle deportazioni di Firenze si è concretizzato, con il sostegno della Regione Toscana, ed in particolare dell’Assessora regionale con delega alla Memoria Alessandra Nardini, grazie alla collaborazione con il Museo Statale di Auschwitz Birkenau e alla sua disponibilità al prestito di opere originali di Marian Kołodziej, mai uscite dai depositi del Museo.
In Italia riproduzioni della mostra “Fotogrammi della memoria. I labirinti di Marian Kołodziej” sono già state esposte varie volte, ma questa è la prima occasione in cui si possono apprezzare opere originali di Kołodziej fuori dalla Polonia.
È stato naturale scegliere di esporre le opere in queste due realtà toscane dedicate alla deportazione perchè il racconto della vicenda concentrazionaria di Kołodziej, triangolo rosso, deportato per motivi politici in quel campo che nel tempo è divenuto il simbolo della Shoah, si integra perfettamente nei percorsi espositivi delle due strutture e introduce alla complessità della realtà del sistema concentrazionario nazista, con la sua fitta rete di campi principali e sottocampi.
La mostra è promossa e finanziata da Regione Toscana, Settore tutela dei consumatori e utenti, politiche di genere, promozione della cultura di Pace, realizzata da Fondazione “Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana”, in collaborazione con il Museo statale di Auschwitz Birkenau, nell’ambito del Progetto “Dall’Italia ad Auschwitz. I luoghi della storia e delle memorie come strumento di formazione” e del “Protocollo di intesa per la valorizzazione del Memoriale delle deportazioni di Firenze” tra Regione Toscana, ANED, Comune di Firenze, Comune di Prato e Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza, da un’idea di ANED Prato.



